Commenti

  1. Alienato lo è di sicuro ma anche un pupazzo in mano a giocatori molto più pericolosi. Quando a decidere non sei tu ma i tuoi “tutori” che hanno interessi ben precisi in gioco come: appalti,petrolio,armamenti, allora salta qualunque logica. Dal controllo del territorio alla gestione della pace. E dietro l’invasione dell’Irak c’è un disegno di riassetto geo politico dell’area basato su ragionamenti astratti e privo di qualsiasi riscontro sul terreno. Non per scusare Bush ma certamente ” il dislessico” come lo chiamano i suoi detrattori è quello che ha meno colpe. E’ li per fare da foglia di fico ad altri.
    luca    25 10 2004 - 08:32    #
  2. Credo che tu abbia centrato il problema. Tempo fa avevo cominciato a seguire un certo filo logico nelle mie riflessioni sulla presenza americana in Iraq, cioè mi dicevo che per essere un impero – come più di qualcuno sostiene, e non soltanto quelli del “manifesto”..., storici e opinion leaders americani e non, conservatori e progressisti – gli Usa sono piuttosto sprovveduti. In primo luogo perché per lo più ignorano di esserlo (un impero) o non lo vogliono ammettere e neppure ne vogliono sentir parlare non sembrano affatto consapevoli di cosa questo comporti. In secondo luogo perché, in ogni caso, non sembrano consapevoli di cosa comporti essere ciò che sono—non ha molta importanza che si tratti di un impero o semplicemente della cosa più simile a un impero che si sia mai vista sulla faccia della terra dai tempi dell’antica Roma (neppure l’impero britannico, a mio avviso, è mai stato così potente e “globale”). Soprattutto manca la “cultura”: Giulio Cesare, prima di andare in Gallia si era studiato quelle genti, le aveva radiografate sotto tutti i punti di vista, sapava praticamente tutto di loro (mentalità, religione, superstizioni, costumi, debolezze e punti di forza, beghe intestine, rivalità, storia, geografia, ecc.).

    Non traggono le conseguenze di ciò che sono, e dunque si muovono come un adulto che crede di essere ancora un bambino, o come un uomo d’affari che crede di essere un missionario.

    Attenzione, io non dico che sarebbe un bene che l’America si comportasse come un impero, dico solo che sarebbe il caso di “scegliere”, ammesso che ciò sia ancora possibile (cosa di cui per altro dubito.

    Ottimo post, complimenti. Davvero.
    windrosehotel    25 10 2004 - 13:24    #
  3. Il “bello” e’ che nel febbraio 2003 il gen. Shinseki, all’epoca capo di stato maggiore dell’esercito USA aveva sostenuto che occorrevano diverse centinaia di migliaia di soldati per rendere sicuro l’Iraq, e fu messo da parte per via di questa dichiarazione.

    Come Luca, credo che il responsabile n. 1 dell’iper-ottimismo a questo riguardo non sia Bush; il mio candidato principale e’ il segretario alla difesa Rumsfeld (ossessionato dall’idea di un esercito con pochi soldati e molti mezzi tecnologici): i generali avevano chiesto 380.000 uomini, Rumsfeld suggeriva 40.000; i 140.000 uomini che poi hanno usato furono un “compromesso” fra le due ipotesi.
    Emanuele Ripamonti    27 10 2004 - 11:04    #
  4. non risulta che per liberare il popolo afghano dai talebani e dalla loro sanguinaria teocrazia siano occorsi milioni di uomini. al contrario ne sono stati dispiegati moltissimi meno che in iraq. l’ afghanistan conta 26800000 abitanti.
    l’ errore sta nel fatto che gli stati uniti, volendo fare un lavoro troppo pulito, non hanno affidato le pulizie generali ai locali.
    macchiavelli non gli ha insegnato nulla. questi sono dei sognatori. e anche se hanno fatto la cosa giusta (alla grande la miglior cosa che si potesse fare contro un sanguinario da 100mila morti l’ anno), l’ hanno fatta male.
    per parafrasare kristol, la realtà non li ha assaliti abbastanza
    massimo    28 10 2004 - 12:48    #
  5. Se per liberare il popolo afghano intendi restituire il potere a Dostum, Ismail Khan ecc., allora hai ragione. Gente civilissima, che invece di decapitare i priglionieri, gli spara. Dei gran sognatori, non c’e’ che dire.

    In Iraq non lo hanno fatto non per voler fare un lavoro troppo pulito, ma perche’ non c’era una guerra civile in corso (o perlomeno, le fazioni loro gradite non avrebbero mai vinto da sole).

    Quanto ai 100mila morti l’anno dovuti a (quello stronzo di) Saddam, io avevo sentito cifre 5-10 volte piu’ basse. Ma indipendentemente da questa cifra, da aprile 2003 la mortalita’ annua in Iraq e’ AUMENTATA dal 5 per mille al 7,6 per mille, (equivalenti a circa 65000 morti/anno in piu’) in gran parte per via di morti violente (e questo nonostante dal campione sia stata tolta Falluja). Ovvero, non ho idea di quanto Saddam fosse cattivo, ma in termini di morti ammazzati quel che c’e’ ora e’ peggio.
    Emanuele Ripamonti    4 11 2004 - 09:55    #
  6. Windrosehotel ha scritto: “Giulio Cesare, prima di andare in Gallia si era studiato quelle genti, le aveva radiografate sotto tutti i punti di vista, sapeva praticamente tutto di loro (mentalità, religione, superstizioni, costumi, debolezze e punti di forza, beghe intestine, rivalità, storia, geografia, ecc.)” Ne sei sicuro? Giulio veniva a fare ripetizioni di celtico da te alla sera? Cesare si trovò li, in una serie di beghe interne ai Galli estremamente casuali giocando continuamente di azzardo. Iniziò con lo aiutare gli Edui contro gli Elvezi e poi contro i Germani, e poi non se ne andò via, navigando a vista alla giornata. Il senato romano (fonte, le epistole di Cicerone) riteneva che le vittorie di Cesare in Gallia fossero gonfiate, e probabilmente lo furono fino alla sconfitta definitiva di Vercingetorige ad Alesia. A Gergovia Cesare ebbe la sua Falluja e per poco perdeva tutto. La pacificazione della Gallia avvenne in otto anni di guerra durissima impiegando meno di dieci legioni, quindi meno di sessantamila uomini (1 legione= seimila soldati), su territorio più vasto della Francia attuale e che conteneva una popolazione che non è facile stimare, ma che comunque doveva essere di almeno una decina di milioni di individui, tenendo conto che la ricca e evoluta Italia romana conteneva sedici milioni di persone. Quindi se paragoni l’Iraq alla Gallia e Cesare a Bush, quest’ultimo ha almeno altri 6 anni di guerra per poter essere definito bravo quanto Cesare. All’apogeo, cioé dopo la battaglia di Azio, i Romani controllavano tutto il mediterraneo, 40-50 milioni di persone, con sole 24 legioni, cioé 144mila uomini. Tutto questo, naturalmente, non vuol dire che Bush abbia fatto bene o che ce la farà. Ma giocate di meno a Risiko.
    contropolemico    5 11 2004 - 20:02    #

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