Commenti

  1. Che le signore eleganti che viaggiano in prima classe non votino per Bush era ipotizzabile.

    Forse è per questo che ha vinto nel 2000 e potrebbe vincere ancora, è odiato dalla autoproclamata parte migliore del suo paese (idem da noi).

    Mi sembra di essere tornato al 1980 ma senza essere giovane come allora.

    Francesco
    Francesco    5 10 2004 - 04:05    #
  2. Quello che ti sfugge è che nessun presidente prima di questo è stato “odiato” dagli elettori di parte avversa. Il vincitore è sempre stato il presidente di tutti, magari non amato ma sempre accettato: non questo, che ha diviso profondamente l’America come non succedeva dalla Guerra di Secessione in avanti. L’ha divisa lui, con il suo modo di governare, e questa è una responsabilità storica che nulla potrà cancellare. Se verrà rieletto, senza più nemmeno doversi preoccupare della riconferma la polarizzazione peggiorerà.
    Pfaall    5 10 2004 - 04:12    #
  3. Che le due signore viaggiassero in prima classe non e’ importante dal punto di vista politico. La parte piu’ ricca dell’elettorato USA (diciamo sopra i 100.000$/anno) e’ divisa come il resto. Semmai sono poco rappresentative perche viaggiavano all’estero. Ricordo di aver visto una statistica secondo la quale i democratici viaggiano fuori degli USA 2-3 volte piu’ dei repubblicani.

    Riguardo all’odio della parte avversa, Bush e’ a livelli record, ma il trend di “polarizzazione” e’ in corso da almeno 10 anni (elezioni di medio termine del ‘94, quando i repubblicani hanno capito che demonizzare Clinton portava i voti della destra religiosa, che altrimenti non sarebbe andata a votare). Secondo me, se Kerry dovesse vincere, sarebbe tanto odiato dai repubblicani quanto Bush dai democratici.
    Emanuele Ripamonti    5 10 2004 - 07:57    #
  4. D’accordo, ma siamo sempre lì: Bush è stato candidato dai repubblicani sull’onda della radicalizzazione dello scontro e l’ha spinta a livelli finora ignoti all’America.

    Certo che i repubblicani odierebbero Kerry: è proprio quello il problema, l’odio viscerale per gli avversari, l’intolleranza nei confronti del dissenso politico: posizioni che stanno allontanando paurosamente il partito repubblicano dalla tradizione del conservatorismo anglosassone.
    Pfaall    5 10 2004 - 08:59    #
  5. Se la metti cosi’, sono d’accordo. Prima mi sembrava che tu limitassi i tuoi commenti al solo Bush e lo considerassi il solo responsabile della polarizzazione. Anzi, non sono affatto convinto che la polarizzazione sia solo una “creazione mediatica” repubblicana, e non qualcosa di “spontaneo” cui i repubblicani si sono adeguati.
    Emanuele Ripamonti    5 10 2004 - 13:07    #
  6. Ma come, non hanno neanche parlato degli orribili errori di MichaelMoore? ;-P
    leo    6 10 2004 - 12:21    #
  7. Sei sicuro che Reagan non sia stato detestato dalla parte “intelligente” dell’elettorato USA almeno quanto Bush?

    Io, per contatti limitati ma diretti e attaverso il filtro dei giornali italiani “vicini” a quella fetta di America, ho avuto un’impressione diversa.

    E prima dell’”odio viscerale” ci si lamentava che i due partiti erano uguali … direi che non siamo mai contenti.

    Francesco
    Francesco    7 10 2004 - 05:43    #
  8. La sinistra estrema americana (ad es. chi nel 2000 ha votato Nader) ha indubbiamente detestato Reagan circa quanto ora detesta Bush (e probabilmente solo poco piu’ di Clinton). Anche nella destra estrema c’e’ un atteggiamento esattamente speculare.
    Secondo me la novita’ non e’ che qualcuno detesti il presidente (e/o il suo avversario alle elezioni), ma il fatto che la cosa sia ormai entrata nel “mainstream” sia repubblicano che democratico.
    Emanuele Ripamonti    7 10 2004 - 13:24    #
  9. Non sono totalmente d’accordo. So per esperienza quasi diretta che una buona fetta della sinistra americana odiava prima Nixon (prima che provvedesse e si facesse odiare da tutti), poi Reagan. E credo che con tutta probabilità ciò fosse vero anche per gli altri presidenti (ho parlato solo di repubblicani, ma oh, non è mica colpa mia se in famiglia siamo tutti progressisti).
    E’ vero che il processo diventa sempre più accentuato, ma ciò mi pare naturale, almeno alla parte ammeregana di me. In Italia siamo geneticamente allergici all’identificazione in un leader, ma nel resto d’europa si nota come sia successo ciò che succede ora in America.
    Semmai a Bush attribuirei il merito di essere il primo presidente americano odiato da tutto il mondo (usa esclusi), ma ciò non gli importa perché non importa agli americani (alcune perle tra le domande che mi sono state fatte: what language do you speak in Italy? oppure, in agosto: How are seasons in Italy? I mean, are they normal like here or is it winter there now?). Inoltre, da buon naderiano convinto, dico anche che kerry o bush la differenza c’è, ma non nei fatti.
    dementrio    15 10 2004 - 13:38    #

non è più possible commentare questo articolo