Commenti

  1. Fammi capire, caro Pfaall:
    stai parlando dell’isola di Taiwan, ex colonia di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, con capitale Tapei, detta “Ta-Chunghwa Min-Kuo”, ma più comunemente conosciuta come “Repubblica della Cina Nazionale”?
    Strano,pensavo che le Nazioni Unite l’avevano già dichiarata nazione indipendente e che la “Repubblica popolare cinese” con capitale Pechino, da quel giorno stia mandando avanti diverse pressioni per rivendicarne i diritti storici, risalenti a prima che diventasse colonia britannica.
    Ma forse sono io, che mi sto sbagliando!!
    Antonello Leone    29 09 2004 - 07:47    #
  2. Lo status di Taiwan è nebuloso. Dopo la II Guerra Mondiale gli Stati Uniti e, al loro seguito, tutto il mondo occidentale e l’Onu attribuirono alla “Repubblica di Cina” di Chiang Kai-shek il ruolo di unico governo cinese, rifiutando di riconoscere la Repubblica Popolare Cinese. Fino al 1971 era il governo di Taiwan ad occupare il seggio permanente nel Consiglio di sicurezza. Quando i governi occidentali decisero di riconoscere il governo di Pechino, Chiang Kai-shek abbandonò l’Onu rifiutando la convivenza con la Repubblica Popolare. Qualche anno dopo tutti, a partire dagli Usa cessarono di riconoscere Taipei e aprirono le ambasciate a Pechino.

    Da allora Taiwan è un fantasma; la Cina la considera una sua provincia; il movimento indipendentista di cui si parla vorrebbe la proclamazione di una nuova “Repubblica di Taiwan”, ed è questa la prospettiva inaccettabile per la Cina. I governi occidentali non si esprimono: fanno affari con Taiwan (come la stessa Cina, peraltro) senza riconoscerla politicamente e stanno a vedere come butta.
    Pfaall    29 09 2004 - 08:35    #
  3. Ricordavo bene, allora.
    Ecco perché i Parlamenti europei e quello di Strasburgo, se ne guardano bene dal approvare qualsiasi tipo di documento che ufficializzi il riconoscimento di Taiwan.
    Antonello Leone    29 09 2004 - 09:40    #
  4. Mi sembra ci siano diverse inesattezze in quanto dite, alcune anche importanti:
    1) Taiwan non e’ mai stata colonia britannica; fu tolta alla Cina dal Giappone nel 1895 (e le fu restituita alla fine della II guerra mondiale)
    2) Formalmente i governi occidentali non si esprimono su Taiwan, ma l’unico motivo per cui non e’ stata ancora invasa dalla Cina Popolare (Pechino) e’ l’”informale” protezione militare americana
    3) Qui sono meno sicuro, ma mi risulta che anche Taiwan sostenga di essere l’unica “vera” Cina: il resto del paese sarebbe solo un gruppo di provincie ribelli.
    Paradossalmente questo non e’ del tutto sgradito a Pechino, perche’ cosi’ Taiwan riconosce che la divisione dovra’ cessare; inoltre questa finzione impedisce il riconoscimento internazionale di Taiwan (che implicherebbe la rottura con la Cina popolare).
    4) C’e’ un’interpretazione leggermente diversa per gli acquisti di armi. Taiwan teme un’invasione rapida: di fronte al fatto compiuto, gli USA interverrebbero lo stesso, o deciderebbero di evitare una guerra mondiale? Missili e sommergibili servirebbero ad affondare la flotta di invasione, prolungando la resistenza ed aumentando le probabilita’ di intervento americano.
    Ovviamente le due interpretazioni non si escludono a vicenda.
    Emanuele Ripamonti    29 09 2004 - 19:47    #
  5. Vabbè, tutte queste precisazioni e controprecisazioni dimostrano quanto la questione sia confusa. Io non ho precisato sulla questione colonia britannica perché poco rilevante. È esatto che fu tolta al Giappone dopo la II Guerra mondiale, ma è proprio lì che nasce il pasticcio. Il trattato che dà vita alla “Republic of China” è formulato in maniera ambigua e finora non se ne esce.

    Vero che c’è un’informale protezione americana, ma non sono così sicuro che in caso contrario la Cina popolare l’avrebbe già invasa: di fatto lo status quo va abbastanza bene a molti su entrambi i lati dello stretto.

    Il punto 3: quella era la posizione del generale Chiang Kai-shek. Oggi credo che siano rimasti in pochi a condividerla. Le opinioni prevalenti fra i taiwanesi si dividono tra formalizzazione dell’indipendenza con la creazione della Repubblica di Taiwan; riunificazione con la Cina alla Hong Kong; mantenimento dello status quo, magari con un qualche tipo di presenza negli organismi internazionali da cui oggi è esclusa.

    Dubito molto – ma molto molto – che oggi gli Usa muoverebbero un solo cacciabombardiere per contrastare un’ipotetica invasione.
    Pfaall    30 09 2004 - 02:10    #
  6. Perfettamente d’accordo sulla confusione. Ma mi sembra che tu sottovaluti l’importanza degli USA. Sicuramente dal punto di vista storico, e forse anche da quello della situazione odierna.
    E’ vero che un intervento americano in caso di invasione di Taiwan e’ ora molto meno certo di quanto non fosse 10-20 anni fa; forse e’ addirittura improbabile.
    E’ anche probabile che oggi Pechino non usi la forza piu’ perche’ spera in una riunificazione pacifica (vedi Hong Kong) che per la deterrenza USA. Ma la deterrenza e’ stata fondamentale nel passato (in sua assenza, Taiwan avrebbe fatto la fine del Tibet) ed e’ ancora un freno importante per Pechino.
    Emanuele Ripamonti    30 09 2004 - 06:18    #
  7. Io ricordo che, di recente, gli americani hanno spostato la flotta del Pacifico verso l’area, quando la Cina “rossa” ha alzato molto il tono delle rivendicazioni verso Taiwan.

    Forse le danno ancora una certa importanza, anche per ridimensionare le aspirazioni imperiali dei cinesi di terra.

    Francesco
    Francesco    5 10 2004 - 04:01    #

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