Commenti

  1. Non sembra nemmeno Baricco. Non un periodo contorto o una citazione colta (o per lo meno io non l’ho notata). Se non si considerassero le ragioni economiche della guerra sarebbe un pezzo perfetto. O meglio, perfettamente esplicativo.
    Questo commento è anche un’occasione per ringraziarla per gli stimoli e le informazioni che il suo blog regala, e soprattutto per l’attenzione alle regioni del mondo (ad esempio il Sudan), meno “quotate” nel listino della cominicazione televisiva.
    Buona giornata!
    Claudia    14 09 2004 - 09:51    #
  2. E’ vero il paradosso degregor-bariccheo, che la guerra attira tanto quanto respinge. Ma mi sembra più doping che esperienza artistica. In questo senso, la metafora della bellezza vale solo a metà. Se sapessimo “incontrare noi stessi”, se sapessimo “dare un senso, forte, alle cose” non avremmo la guerra. Non solo perché non ci piacerebbe la guerra, ma anche perché non avremmo poi così tanto bisogno del petrolio. Non dovremmo continuamente muoverci per fuggirci.
    astolfo    14 09 2004 - 13:19    #
  3. Concordo: e anche la prima parte dell’articolo è notevole. Devo dire che sono rimasta davvero piacevolmente sorpresa (mi ha ricordato il Baricco degli esordi televisivi, quando raccontava con passione il melodramma nella trasmissione “L’amore e’ un dardo”)Vedremo se la sua riscrittura dell’Iliade, di cui questo pezzo e’ la postfazione, mantiene le promesse.
    floria/lorenza    14 09 2004 - 13:23    #
  4. la sua tesi è molto bella e molto giusta – l’impossibile predominio della grigia ragione sulla violenza infantilista, si potrebbe riassumere. e davvero non sembra baricco. anzi: non sembra baricco fino a che non scrive il suo ennesimo “se capite cosa voglio dire”, e in un attimo rovina tutto quello che ha scritto su.
    delio    15 09 2004 - 03:47    #

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