Commenti

  1. Ma i vietnamiti facevano fronte comune contro un soggetto estraneo, qui mi aspetterei scenari dall’ognuno per conto proprio all’ognuno contro tutti.
    Voglio dire ben venga la concorrenza interna, ma non siamo forse giunti ad un punto in cui il mercato interno conta relativamente poco? Sono capitali che cambiano mano, ma la ricchezza della nazione resta uguale. La partita si gioca verso stati esteri. O sbaglio?
    Domiziano Galia    9 06 2005 - 12:05    #
  2. Ciao; non e’ che mi passeresti qualche link/libro sul Go. Ne ho sentito parlare, ma non lo conosco approfonditamente. 10nx.
    Fabrizio    9 06 2005 - 23:38    #
  3. Domiziano, non ho capito l’obiezione. Ovvio che stiamo parlando di mercati (ma non solo mercati) mondiali. Ormai il mercato interno è l’equivalente dell’economia curtense di mille anni fa. Il dramma è che da noi molti non se ne sono ancora accorti.
    Pfaall    10 06 2005 - 06:33    #
  4. Fabrizio, io ho solo alcuni vecchi libri americani, ma c’è una federazione italiana di Go che ha un sito dove trovi tutto quello che ti serve: http://www.figg.org/
    Pfaall    10 06 2005 - 06:37    #
  5. a dire il vero di istituzioni nazionali ce ne sono due. l’altra e’ questa: http://www.agi.go.it/

    piu’ che una partita a weiqi con taiwan direi che stanno facendo una apertura negli angoli in cui le pietre americane avevano e hanno forte influenza iniziale. gli usa non se ne accorgono (o non sanno reagire) e quando lo faranno sara’ troppo tardi. occupare il vuoto per far collassare il pieno. :-)
    tonii    10 06 2005 - 08:49    #
  6. Aggrega, se vuoi, su www.blog-news.net.
    L’ aggregator e la classifica dei migliori blog di informazione
    fabrizio    11 06 2005 - 03:08    #
  7. Volevo dire 1) Che se anche gli imprenditori italiani imparassero il GO temo che non pochi comincerebbero a giocare l’uno contro l’altro anziché muovere con una certa concordia verso l’estero. 2) E che appunto la concorrenza interna in realtà non accresce la ricchezza della nazione. 3) Aggiungo anche che, ed è tutt’altro che irrilevante, non solo i cinesi si muovono secondo una diversa filosofia, viaggiano anche ad una velocità ben maggiore.
    Incrociando i due dati mi chiedo con franchezza che ne sarà di noi.
    Domiziano Galia    14 06 2005 - 14:22    #

non è più possible commentare questo articolo