Mondo

La silenziosa fuga dal dollaro

17 03 2005 - 12:20 · Flavio Grassi

Ieri la banca centrale ucraina ha annunciato che abbandonerà il dollaro come divisa di riferimento in favore di un paniere di valute imperniato sull’euro. Le riserve in euro saranno portate gradualmente al 25% della riserva valutaria totale del paese.

L’Ucraina è solo l’ultima in ordine di tempo a unirsi alla colonna di banche centrali in allontanamento dal dollaro. Allontanamento che avviene con la cautela e la discrezione tipici della grande finanza: tutti avrebbero troppo da perdere se si innescasse una reazione di panico. Sta di fatto che la Corea del Sud, il Giappone, la Russia e persino la Cina, che finora ha fatto tutto il possibile per puntellare le quotazioni del dollaro, ultimamente comprano pochi biglietti verdi.

E così i miei incassi in dollari valgono sempre meno, accidenti.

Daily Fx

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Ucraina

Vogliamo essere europei

27 11 2004 - 04:09 · Flavio Grassi

Questo è quello che mi ha scritto ieri sera tardi la mia amica di Kiev:

La situazione qui è molto difficile al momento, ma non siamo in un vicolo cieco. Crediamo nella nostra vittoria. Molte persone sono venute a Kiev da diverse parti dell’Ucraina e si sono raccolte nella piazza principale della città per sostenere Yushchenko. Non si tratta di soldi come dicono i giornali russi (che scrivono solo quello che vuole Putin) e i giornali ucraini corrotti (che scrivono solo quello che vogliono i nostri oligarchi: Akhmetov, Pinchuk, Mevedchuk e Yanukovich). La gente si raduna qui per un ideale. Come ti ho già scritto, qui non ne possiamo più di bugie e di corruzione. Vogliamo essere europei. Vogliamo vivere senza intimidazioni.

Se tu potessi vedere l’Ucraina, e specialmente Kiev ora! C’è arancione dovunque, non ho mai visto simili manifestazioni di solidarietà. Moltissime persone non vanno a lavorare, stiamo tutto il tempo in piazza perché ci sentiamo così vicini alla vittoria che non riusciamo a pensare ad altro. Anche io sono lì insieme ai miei amici tutti i pomeriggi e la notte. Non dormiamo, ma che importa. Non è di dormire che abbiamo bisogno oggi.

C’è stato uno sbarramento sull’informazione, un solo canale televisivo ha trasmesso notizie corrette ma non appartiene alla televisione nazionale e non è visibile in tutta l’Ucraina. Tutti gli altri mandavano in onda le veline del regime [loro li chiamano «fogli neri», ndr]. Non sono mai stata così felice di lavorare per una rivista che non ha niente a che fare con la politica: conosco colleghi che sono costretti a dire il contrario di quello che pensano, e si sentono in colpa ma non possono farci niente. Ieri altri due canali hanno promesso di cominciare a trasmettere notizie oneste, speriamo che sia vero che che tutti possano conoscere la situazione reale, perché finora c’erano solo bugie.

E sai la cosa migliore è che stiamo facendo una rivoluzione senza sangue, senza lacrime, senza violenza. Come puoi vedere dalle foto è una grande festa. Alla polizia e ai soldati regaliamo fiori, arance, sorrisi e canzoni (mi fa male la gola dal cantare). Loro sono obbligati ad ascoltare gli ordini del governo criminale che sta vivendo i suoi ultimi giorni, ma noi sappiamo che stanno dalla nostra parte e non ci spareranno mai.

Purtroppo c’è anche qualche provocatore. Gente di Yanukovich che finge di essere «arancio» e incita alla violenza.

Spero che da voi siano arrivate le notizie su come sono andate le elezioni. È stata una colossale truffa. Moltissimi sono stati obbligati a votare per quel delinquente di Yanukovich con la minaccia del licenziamento. E in più ci sono poi stati brogli nei conteggi.

Siamo tutti quanti emozionatissimi, sentiamo che questa è la nostra ultima vera possibilità di avere un paese governato dalla legge. Insomma: andrà tutto bene.

Speriamo.

Mi ha mandato anche mandato un mp3 di una delle canzoni che cantano in piazza: Razom-nas bagato, più o meno «Siamo uniti e nessuno ci sconfiggerà».

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Ucraina

In Ucraina ci credono

26 11 2004 - 13:57 · Flavio Grassi

Ho chiesto notizie sulla situazione di Kiev a una mia amica ucraina, una giovane e brava giornalista. Mi ha risposto così:

I believe in our victory! We are fed up with corruption in this country.

E mi ha mandato una serie di belle foto che documentano lo spirito delle manifestazioni. Dategli un’occhiata, ne vale la pena.

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