India

E voi credevate che si trattasse solo di Bollywood

22 10 2004 - 04:57 · Flavio Grassi

Le sale cinematografiche sono sempre piene ma il cinema kannada è in crisi: gli spettatori preferiscono le pellicole malayalam e, soprattutto, quelle telugu, universalmente giudicate le migliori in assoluto. Non importa che non riescano a capire del tutto i dialoghi: la spettacolarità delle scenografie e la bravura degli attori compensano ampiamente le difficoltà linguistiche. Così i produttori di Bangalore, con l’appoggio dei nazionalisti kannada, sono riusciti a ottenere dal governo un blocco temporaneo della distribuzione dei film in altre lingue. Cosa che ha fatto infuriare i gestori delle sale, i quali hanno organizzato una serrata di protesta in tutto lo stato. La moratoria sarebbe anche stata quasi accettabile se non avesse fatto slittare di un paio di settimane l’uscita in Karnataka di Shankar Dada, l’ultima attesissima produzione telugu. Ormai la polemica è diventata un caso politico che coinvolge le relazioni fra stati e i diritti della consistente minoranza telugu residente nello stato della Silicon Valley indiana.

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Asia

Diplomazia chirurgica

29 09 2004 - 02:54 · Flavio Grassi

Un gruppo ospedaliero privato di New Dehli ha attivato un collegamento di telemedicina ad alta tecnologia verso la sua filiale di Lahore, in Pakistan. La telemedicina è una grande opportunità per portare assistenza medica allo stato dell’arte nelle regioni rurali dell’Asia. Ma soprattutto: questo collegamento India-Pakistan mostra il miglioramento delle relazioni fra due paesi che, dalla divisione dell’India britannica nel 1947 in avanti, completamente in pace non sono stati mai.

The Hindu

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India

La Storia torna nei libri di testo indiani

27 06 2004 - 04:00 · Flavio Grassi

Una commissione di storici incaricata dal nuovo governo di esaminare i libri di testo introdotti dal passato governo nazionalista indù ha raccomandato di eliminarli dai programmi scolastici per tornare a libri meno ideologizzati e più rispettosi della realtà storica.

La storia dell’India nasce dall’intreccio secolare fra induismo, islam e tutte le religioni numericamente minoritarie ma culturalmente significative che vi convivono. Il governo della destra induista BJP cercava invece di inventare per l’India un’identità ariana “depurata” dalle influenze mediorientali.

Nello sforzo di “correggere gli errori della Storia” (espressione usata dall’ex primo ministro Vajpayee) alcuni dei libri di testo imposti negli ultimi anni contengono bufale tristemente comiche. Per dire: monumenti-simbolo dell’India musulmana come il Taj Mahal, il Forte Rosso e il Minareto di Qtub vengono bellamente attribuiti a committenti e architetti indù.

La storia è sempre un intreccio di popoli e civiltà diverse e chi cerca radici etnico-religiose pure finisce sempre per tentare di sostituire i fatti con l’ideologia.

The Guardian

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