Fuffa

Che l'abbia visto dalla finestra?

10 11 2004 - 09:14 · Flavio Grassi

Camillo ci informa che il governo iracheno ha un sito ufficiale. Sta qui, al quinto piano.

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Fuffa

Evasioni

4 11 2004 - 09:06 · Flavio Grassi

Le elezioni saranno andate male, ma in compenso da qualche giorno Google News Italia ha fatto un salto di qualità stratosferico.

Ah. Non ve ne eravate accorti?

Ok, ok, c’è solo una fonte di notizie di evasione in più.

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Fuffa

Basta cani

21 07 2004 - 08:16 · Flavio Grassi

Un passeggero ubriaco che picchia un assistente di volo non è una notizia. Due assistenti di volo ubriachi che picchiano un passeggero sobrio sì.

Corriere della Sera

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Fuffa

BalaMadonna

21 05 2004 - 09:16 · Flavio Grassi

Canti religiosi insoliti ne ho sentiti. Ma un’invocazione alla Madonna su un valzer da balera romagnola non mi era ancora capitata. Mi ha folgorato ieri, a Loreto. Adesso mi sto chiedendo perché mai non l’ho comprato, il Cd.

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Fuffa

Vorrei sapere che formaggio era

22 03 2004 - 11:12 · Flavio Grassi

Pare che a una gli sia scoppiato in mano il coltello mentre tagliava un pezzo di formaggio.

Corriere della Sera

Aggiornamento: l’intuizione era giusta, il problema era nel formaggio. O meglio, sotto il formaggio. (via Wittgenstein)

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Fuffa

Una madeleinette un po’ forte

9 03 2004 - 10:21 · Flavio Grassi

Nel New England e dintorni comincia il disgelo. E fra boschi e backyard suburbani aleggiano gli odori della primavera. Come quello delle puzzole. Chiunque abbia sentito da vicino una volta nella vita l’odore di una puzzola spaventata non lo dimentica più. A me è successo 30 anni fa, e ancora oggi mi basta leggere la parola skunk per sentire nelle narici quell’odore indescrivibile. Non si può nemmeno dire che sia “cattivo”. È potente, ti stordisce.

Era più o meno di questi tempi, forse qualche settimana più avanti. E, come sempre, la prima a sentire gli odori della primavera era stata Alice, la nostra irresistibile basset hound undicenne. Dopo il lungo digiuno invernale poteva finalmente tornare a scorrazzare fra gli aceri del giardino. Si sa che l’estetica olfattiva dei cani non è proprio uguale alla nostra. E Alice amava alla follia le puzzole. Il suo divertimento preferito era stanarle e rincorrerle in modo che, terrorizzati, gli animaletti dessero il meglio di sé. Di solito questo succedeva lontano dalla casa, al margine della ferrovia, e noi capivamo che il cane aveva avuto una delle sue avventure soprattutto per lo sguardo felice nei suoi occhi spioventi e perché appena rientrata in casa si addormentava sul rag rug del soggiorno. Qualche volta, quando l’incontro con la puzzola era stato particolarmente ravvicinato (ma era raro, perché non le toccava mai, si limitava a farle correre), il suo pelo conservava una vaga testimonianza del divertimento.

Un giorno, di mattina presto, Alice trovò una puzzola appena fuori dal patio. Cominciò a rincorrerla. La puzzola in preda al panico si diresse verso la casa. L’ingresso posteriore era aperto per lasciare uscire il cane. La puzzola si infilò in cucina, seguita da una Alice felice. Attraversata la sala da pranzo, la puzzola decise di puntare verso l’alto e infilò la ripida e stretta scala di legno della vecchia casa. Arrivate in cima preda e inseguitrice, come guidate da un istinto infallibile, scelsero il corridoio più stretto, ignorarono le due porte che vi si aprivano e arrivarono in fondo. Dove io stavo meditando sulla necessità di uscire dal letto.

Arrivate nella mia camera non potevano più andare oltre e cominciarono a rincorrersi in tondo con un ritmo da cartoon iniziale di Roger Rabbit. Finché, dopo un po’ di giri, e molta eau de skunk sparsa nell’aria, riuscii ad aprire la finestra e la puzzola, credo grata, con un salto si rifugiò sul ramo più vicino dell’acero che faceva il solletico ai vetri quando c’era vento. Alice restò per qualche istante a guardare ansimante con la lingua di fuori, poi decise che andava bene così e si sdraiò a godersi il meritato riposo lì dov’era.

Avevo 17 anni, non avevo mai usato profumi e non li conoscevo. Quella mattina, uscito di casa dopo una doccia di tre quarti d’ora, prima di arrivare a scuola mi fermai al department store locale e, consigliato dall’enorme commessa, comprai il mio primo (e ultimo) flacone di Old Spice.

New York Times

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Indigesto

2 12 2003 - 11:13 · Flavio Grassi

Sono tornato. La leonessa ha preferito puntare a un grosso bufalo e lasciar perdere me. Ma quello era troppo forte e lei è rimasta a dieta.

A Malindi, in mezzo agli italiani spiaggiati che passano la vita tra barca e casinò ci sono persone ammirevoli che lavorano sodo per far funzionare un orfanotrofio.

Almeno una parte dell’industria turistica si sta accorgendo che avere un rapporto attivo con l’ambiente, inteso sia come natura sia come persone che abitano intorno alle strutture, è anche un buon affare.

Adesso devo cercare di capire cosa ha detto Fini a Gerusalemme.

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Mi volava via la mongolfiera

22 11 2003 - 09:06 · Flavio Grassi

Nel momento in cui le conversazioni si avvicinavano alla cuspide della scioltezza etilica, e le tastiere giacevano abbandonate, ho dovuto abbandonare la festa. Ma quelli con cui ho parlato io erano interessanti e simpatici anche con un tasso alcolico (quasi) compatibile con il Codice della strada.

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Donne contro

16 11 2003 - 08:37 · Flavio Grassi

Jennifer Howard plagia Guia Soncini sul Washington Post:

Più blog leggi e più spesso li leggi, e più la cosa appare evidente: sono innamorati di se stessi, di quelli come loro e della bellezza di ciò che creano.

Washington Post>

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Fuffa

Oh, Geoooorge… e poi?

3 09 2003 - 09:44 · Flavio Grassi

Pare che George Clooney sia in difficoltà nella ricerca di una fidanzata italiana. Un po’ per colpa dei paparazzi che lo assediano. Ma un po’ anche perché, pur vivendo sei mesi all’anno nella sua villa sul lago di Como, non spiccica una parola di italiano.

San Francisco Chronicle>

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Con la senape

1 08 2003 - 13:06 · Flavio Grassi

Ma voi lo sapevate che c’è una malattia che si chiama hamburger disease? Io no. E comunque non sarà una stupida infezione renale da bambini a togliermi l’austero piacere del doppio cheeseburger (pare che io sia l’unico a chiederlo, e ne sono felice perché me lo devono sempre preparare al momento).

Science Daily>

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Fuffa

Il pulsante del silenzio

28 07 2003 - 15:37 · Flavio Grassi

Uno straordinario dispositivo tascabile per azzerare il campo dei cellulari entro un raggio di cinque metri. Si chiama Apoptosis, come la «morte programmata» delle cellule. In questo caso si tratta delle «cellule» di trasmissione del segnale che, a comando, vengono «uccise» intorno all’apparecchio, zittendo istantaneamente i conversatori impenitenti che berciano troppo vicino all’orecchio buono.

HotAIR>

p.s.
Se qualcuno mi sapesse dire dove si comprano ne importerei uno stock.

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Fuffa

Mi mette di buon umore

24 07 2003 - 08:31 · Flavio Grassi

Ragazzi, anche noi abbiamo il nosto Natalino!
Son soddisfazioni: 206 parole tutte d’un fiato è mica roba da tutti. E giuro che non lo pago neanche.

Aggiornamento: mi sa che si è offeso.

From: “Enzo Reale” xxxxxx@hotmail.com
To: blog@pfaall.com
Subject: Da 1972
Date: Thu, 24 Jul 2003 08:03:02 +0000
Ciao. Potresti gentilmente togliermi dai tuoi link?
Ti ringrazio.
Enzo Reale

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Fuffa

Il fantasma del baseball

16 07 2003 - 10:50 · Flavio Grassi

Capita che uno stipi trucioli di vita in uno scatolone mentale che per anni resta lì, chiuso a raccoglier polvere in un angolo buio. Poi un blog sbrega il cartone provocandoti una vertigine spaziotemporale mica da poco. Cerchi di richiudere la scatola come puoi, operazione poco agevole con lo scotch incartapecorito.

Passa neanche una settimana e una sera torni a casa stanco, accendi la televisione a caso e ti trovi davanti Kevin Costner in una favoletta un po’ corny (nel senso che si svolge in mezzo ai campi di corn, ovvero mais, e anche nel senso che è caricata sul sentimentale anzichenò) tutta costruita intorno al baseball. E come se non bastasse con una colonna sonora sognante da cui escono a tradimento coltellate di Allman Brothers Band.

Ditelo che ce l’avete con me, su ditelo.

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Fuffa

Trentadue piccole felicità

12 07 2003 - 11:06 · Flavio Grassi

Di sabato c’è abbastanza silenzio perché abbia senso ascoltare musica con le finestre aperte. E quando la tua webradio preferita ti regala l’integrale delle Variazioni Goldberg eseguite da Murray Perahia, sai che sarà una buona giornata.

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Fuffa

Ma come fanno, poveri ragazzi

11 07 2003 - 11:54 · Flavio Grassi

Scopro che i bambini allergici alle arachidi hanno qualche speranza di superare il problema.

Io non sapevo nemmeno che esistesse una simile allergia.

Pensiero orribile, tutta un’adolescenza senza tramezzini al burro di arachidi. So di dare un dispiacere a molti autarchici, ma vi assicuro che è molto meglio della Nutella. Il mio preferito era il crunchy, leggermente salato e con i pezzetti di noccioline che incastrano fra i denti.

Tipico lunch dopo la scuola: due fette di pane; tostare al punto giusto; disporre sul piano cucina; imburrare; fetta di destra: abbondante spalmatura di peanut butter; fetta di sinistra: velo di maionese, fetta di lattuga; unire le fette. Addentare.

È una paradisiaca variante del più banale burro d’arachidi e marmellata, troppo dolce per i miei gusti.

Atlanta Journal-Constitution

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