Mondo

Il gioco dell'accerchiamento

9 06 2005 - 08:04 · Flavio Grassi

Taiwan ha relazioni diplomatiche con solo 25 stati in tutto il mondo. C’è il Vaticano, ci sono isole dei mari del sud come Palau, Kiribati, Tuvalu, le isole Marshall e Solomone, c’è qualche stato africano.

E poi ci sono ben 12 stati caraibici e latinoamericani: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana, Haiti, S. Kitts e Vevis, S. Vincent e Grenadine, Paraguay.

La sproporzionata presenza di ambasciate taiwanesi nelle Americhe è sempre stata favorita dal Dipartimento di stato Usa attraverso l’Organizzazione degli stati americani per appoggiare ufficiosamente Taipei, e la stessa Oas mantiene tradizionalmente un atteggiamento amichevole nei confronti di Taiwan, la quale ricambia con aiuti e progetti di cooperazione nel continente.

Ora però nella sua guerra fredda contro la «provincia ribelle» la Cina ha lanciato una grande offensiva diplomatica per convincere gli stati membri dell’Oas a chiudere le ambasciate a Taipei per aprirle a Pechino. E lo fa principalmente con generose elargizioni di dollari.

La manovra ha già registrato alcuni successi concreti: nel 2004 Dominica ha abbandonato Taiwan in cambio di aiuti per 120 milioni di dollari in sei anni. E soprattutto: nello stesso anno la Cina ha ottenuto lo status di Paese osservatore nell’Oas. Status che, con il diritto di presenziare alle riunioni dell’organizzazione, le offre formidabili occasioni di lobby nei confronti di tutti gli stati del continente e le permette di bloccare la partecipazione di Taiwan agli stessi vertici.

Per Taipei si tratta di una minaccia grave, perché perdere le sue pochissime relazioni diplomatiche significative vorrebbe dire restare intrappolati in un isolamento mortale.

Negli anni Settanta, nel mio campus californiano si diceva che gli Stati Uniti avevano perso la guerra del Vietnam perché la loro strategia militare era basata sulla mentalità degli scacchi, mentre i vietcong si muovevano secondo l’antica filosofia del Go.

Quella che la Cina sta giocando con Taiwan è una classica partita strategica di Go: l’avversario non si conquista con assalti frontali, lo si soffoca occupando il territorio e togliendogli spazio vitale.

Pensandoci bene, credo che bisognerebbe cominciare a insegnare il Go nelle scuole, e la Confindustria dovrebbe urgentemente organizzare corsi accelerati per imprenditori. Nel secolo cinese, chi non è in grado di leggere le mosse sul goban è perduto.

Taipei Times, Pfaall

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Il nome delle ali

28 04 2005 - 10:04 · Flavio Grassi

Oggi il Guardian dedica un editoriale al volo inaugurale dell’Airbus A380 sotto il titolo di “Vittoria alata”. A parte le considerazioni sulla sua importanza dal punto di vista della cooperazione industriale ed economica europea, fa giustamente notare che un progetto di questa portata merita un nome più forte dell’insignificante sigla o dell’altrettanto debole Superjumbo.

Tutto condivisibile meno il nome alternativo suggerito: Mercurio. Anzi, Mercury, visto che loro scrivono in inglese. E già qui c’è un problema: nessun nome potrà mai essere emblematico se a seconda di dove sei diventa Mercury, Merkur, Mercure, Mercurio e così via. E poi tre sillabe sono troppe.

Io voto per Argo.

Corto, facile e universale: rimane invariato in tutte le lingue europee (o almeno nelle principali, per quanto riguarda l’estone o il maltese non so).

E poi, oltre a Giasone e tutto il resto, era anche il nome dell’astronave di Dan Dare, il mio eroe di riferimento.

Guardian

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Il volo delle calze

28 10 2004 - 04:25 · Flavio Grassi

No question, the world is a different place today.

I bostoniani potrebbero prenderci gusto a vincere.

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User-friendly

27 05 2004 - 19:31 · Flavio Grassi

Cosa hanno in comune il Mac e l’Islam?

La scelta di usare un Mac o di essere musulmani non è facilmente compresa nel mondo d’oggi. In un mondo dove la stragrande maggioranza dei computer sono Pc, dove l’Islam è percepito come il nemico, perché mai una dovrebbe scegliere di essere un’utente Mac o una musulmana? I pregiudizi contro entrambi sono enormi.
...
Perché lo facciamo? Perché associarsi a un movimento che per molti è motivo di disprezzo o scherno? Entrambi, l’Islam e il Mac hanno avviato rivoluzioni. Il Mac è un computer progettato per essere facile da usare, l’Islam è una religione progettata per essere facile da usare. Prima dell’Islam, gli arabi della Mecca pregavano quello assegnato alla loro tribù fra oltre 300 dei.
...
Il sistema operativo Mac è stato creato dall’inizio con l’obiettivo della semplicità. [...] L’accessibilità di Dio è una delle massime attrattive per molti che diventano musulmani. Essere musulmana, come essere utente Mac è gratificante perché entrambi mi lasciano il controllo…
...
Forse essere musulmana mi ha predisposto a diventare utente Mac perché so che quando scrivo è una faccenda fra me il mio Mac.

Ho cercato di rendere il senso, ma questo divertente articolo di Asma Gull Hasan merita di essere letto per intero. In attesa del suo libro, scritto su un Mac e intitolato “Perché sono musulmana: un’odissea americana”.

San Francisco Chronicle via veiled4allah

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Un giorno intenso

23 02 2004 - 12:05 · Flavio Grassi

23 febbraio

1455: Gutenberg stampa la sua prima Bibbia;
1836: comincia l’assedio di Fort Alamo;
1898: Emile Zola viene arrestato per il suo “J’accuse”;
1893: Rudolf Diesel ottiene il brevetto per il suo motore;
1903: Cuba cede Guantanamo in affitto perpetuo agli Stati Uniti;
1904: Gli Stati Uniti ottengono il controllo della zona del canale di Panama;
1917: Comincia la prima rivoluzione russa;
1919: Benito Mussolini fonda i “Fasci di combattimento”;
1981: La Guardia Civil al comando del colonnello Antonio Tejero Molina tenta un colpo di stato occupando il parlamento spagnolo.

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Sex please, we’re English

4 02 2004 - 09:33 · Flavio Grassi

Sarà l’acqua, sarà l’aria: pare che appena atterrano a Ibiza gli inglesi si scoprano affamati di sesso.

Bbc News>

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Yeeehaaa!

2 02 2004 - 08:38 · Flavio Grassi

Qui si è sempre felici quando vincono quelli del New England.

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Bambi & Bullwinkle

12 11 2003 - 12:39 · Flavio Grassi

In Alaska la notizia del giorno è l’avvistamento di un cerbiatto in compagnia di un alce più grande. La strana coppia passeggiava tranquillamente per i sobborghi di Anchorage. Quelli che li hanno visti dicono che i due sembravano proprio amiconi. Gli ungulati avanguardia dell’integrazione razziale.

Anchorage Daily News>

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Ecco, lo sapevo che finiva così

12 11 2003 - 12:13 · Flavio Grassi

Pare che la nicotina faccia bene: fra l’altro riduce i danni dello stress e previene l’Alzheimer. Adesso me lo vengono a dire. Con tutta la fatica che ho fatto per rinunciare alle Lucky Strike dieci anni fa.

Boston Globe>

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C’erano due piccole mele

12 11 2003 - 11:44 · Flavio Grassi

Viva la globalizzazione delle mogli (o dei mariti, a seconda del punto di vista). Ma i buoi—e anche le mele, come ci spiega un un grande ristoratore di New York—è proprio meglio che siano dei paesi tuoi, anche se costano un po’ di più.

New York Times>

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Berlusconi in mano ai comunisti

10 11 2003 - 19:54 · Flavio Grassi

Berlusconi è andato con il suo elicottero personale a farsi fare un check-up a Reggio Emilia e ha detto che gli hanno trovato solo il “virus dell’anticomunismo”. Vabbè le battute dell’uomo le conosciamo. Ma, ragazzi, avete letto bene? Ve lo ripeto. Per farsi il check-up Berlusconi ha preso l’elicottero (ovvio) ed è andato a Reggio Emilia—stop!—a Reggio Emilia. Si fiderà mica degli ospedali dei rossi più che di quelli della favolosa sanità lombarda di Formigoni, per caso?

Ansa (grazie a Mariateresa)

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Fiammeggiante

22 10 2003 - 10:13 · Flavio Grassi

Cecilia Bartoli per la Società del Quartetto. E strepitosi

... li violini,
Arpe, oboè, salterj,
Viole, e violoncelli,
Flauti traversieri,
Fagotti, e contrabbassi
E i clarinetti, e i timpani,
E le trombette, e i corni,
E tutti gli stromenti

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Base Terra chiama Luna

14 10 2003 - 10:51 · Flavio Grassi

I cinesi vanno nello spazio, e l’America che fa, sta a piangersi addosso? Secondo qualcuno è ora di pensare a una base permanente sulla luna.

Pfaall guarda con interesse, sebbene non sia certo di voler vedere venditori di pretzel intorno ai suoi crateri preferiti.

New York Times>

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Politici sempliciotti e galline arrapate riscattano la scienza italiana

3 10 2003 - 10:00 · Flavio Grassi

Il Nobel per la letteratura sarà anche andato al Sud Africa, ma la psicologia e la politica fanno garrire alta la bandiera dell’Italia con la conquista dei premi IgNobel, assegnati ieri all’università di Harvard in una sala gremita di pubblico osannante. L’arrivo sul palco dei vincitori è stato salutato dagli entusiasmanti passaggi acrobatici di numerose squadriglie di aeroplanini di carta.

Nel corso della cerimonia sono state premiate ben due ricerche in campo psicologico condotte da scienziati italiani.

Il professor Gian Vittorio Caprara e il professor Claudio Barbaranelli, entrambi dell’università la Sapienza di Roma, si sono aggiudicati il premio per la psicologia grazie a uno studio condotto in collaborazione con il professor Philip Zimbardo dell’università di Stanford e pubblicato sulla rivista “Nature” nel 1997. Politicians’ uniquely simple personalities [pdf] (“La personalità particolarmente semplice dei politici”) è il titolo del loro fondamentale contributo alla comprensione dell’animo umano.

Partendo da una accurata ricerca statistica, i nostri luminari dimostrano inequivocabilmente che tanto Silvio Berlusconi quanto Romano Prodi hanno personalità meramente bidimensionali. Assai più complessa e articolata, invece, è la personalità di soggetti quali Pippo Baudo e Alberto Tomba, che si sviluppa su ben cinque dimensioni.

Ma l’aspetto politicamente più inquietante è che questo studio dimostra scientificamente la totale mancanza di senso della realtà nei leader di entrambi gli schieramenti. Infatti, mentre il pubblico capisce immediatamente che se si mettono di profilo diventano invisibili, essi stessi—poveretti—si illudono di avere personalità a tutto tondo come gli altri esseri umani.

La collaborazione statunitense si è poi estrinsecata applicando la metodologia messa a punto dagli scienziati italiani al confronto fra l’allora presidente Bill Clinton e il suo avversario repubblicano Bob Dole da un lato e la star del basket Magic Johnson dall’altro. Pur nella maggiore semplicità della ricerca—evidentemente non sono riusciti a trovare una personalità televisiva paragonabile all’immortale Pippo Baudo—anche il team americano è arrivato alle conclusioni già esposte dagli italiani, dimostrando così la validità universale della scoperta.

L’altro premio assegnato a un italiano è andato a Stefano Ghirlanda. Nato a Roma, il giovane scienziato lavora attualmente all’università di Stoccolma (ma fonti ben informate rivelano che è in procinto di rientrare in patria per mettere il suo sapere al servizio del dipartimento di psicologia dell’università di Bologna). Insieme ai colleghi svedesi Liselotte Jansson, e Magnus Enquist, il dottor Girlanda è stato premiato per la miglior ricerca interdisciplinare. Il loro studio, pubblicato su Human Nature nel 2002, ha posto una pietra miliare nella storia dei rapporti fra specie diverse dimostrando che le galline preferiscono gli umani belli e sono sensibili al sex appeal. Una scoperta rivoluzionaria di cui è facile afferrare le immediate e inestimabili ricadute economiche: pensate alla qualità delle uova che potrebbero produrre galline curate da un George Clooney, tanto per dire.

È il caso di ricordare che già in precedenza le scienze della mente italiane avevano ricevuto l’ambito riconoscimento. Nel 2000 furono premiati gli psichiatri Donatella Marazziti, Alessandra Rossi, e Giovanni B. Cassano dell’università di Pisa per aver finalmente dato basi scientifiche a un sospetto insistentemente ma inconclusivamente avanzato per secoli da scrittori, poeti e filosofi. Il loro lavoro ha definitivamente dimostrato che l’innamoramento è una forma di pazzia.

I premi di quest’anno, tuttavia, sono particolarmente significativi per l’altissimo livello dei premiati in tutte le varie discipline. È qui il caso di ricordare in particolare il riconoscimento postumo a Ed Murphy, inventore nel 1949 della legge fondamentale dell’ingegneria e di ogni altra attività umana che prende il suo nome. Importante anche il contributo dato da una equipe di scienziati inglesi alla scienza medica con la dimostrazione che il cervello dei tassisti londinesi è più sviluppato di quello dei loro concittadini. Il premio per la biologia è andato a un ricercatore olandese che ha scoperto il primo caso di omosessualità necrofila fra le anatre.

Il comitato IgNobel ha poi voluto interrompere l’incomprensibile ostracismo riservato alla letteratura statunitense dagli accademici svedesi attribuendo il premio 2003 per la letteratura al newyorkese John Trinkaus per le sue immortali pubblicazioni che esplorano aspetti fondamentali della vita umana che fino a lui non avevano avuto la visibilità che meritano. Sono stati segnalati in particolare lavori come quello sulla percentuale di giovani che indossano berretti da baseball con la visiera sulla nuca; la percentuale di pedoni che indossano scarpe da ginnastica bianche piuttosto che colorate; i nuotatori che restano nella parte della piscina dove si tocca; la percentuale di automobilisti che rallentano senza fermarsi completamente allo stop in un particolare incrocio; la percentuale di studenti che non amano il sapore dei cavolini di Bruxelles.

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Zozzoni. E bugiardi pure

18 09 2003 - 09:56 · Flavio Grassi

Secondo una ricerca dell’American Society for Microbiology, nei principali aeroporti americani più o meno un terzo degli uomini non si lava le mani dopo essere stato al cesso. Le donne sono un po’ più brave: quattro su cinque si lavano le manine come gli ha insegnato mamma.

Questo osservando direttamente i comportamenti. Perché se se lo chiedi a loro, come avevano fatto in un sondaggio precedente, il 95% dice ma certo che me le lavo le mani.

Dalla ricerca emerge pure che a San Francisco sono più puliti della media. E a Toronto dopo la strizza che si sono presi con la Sars sono diventati esemplari.

Science Daily>

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Lotta per l’immortalità

30 07 2003 - 14:01 · Flavio Grassi

Alle 11.51 il suono della conchiglia rituale ha segnato l’ingresso di Marte in Leone. Accompagnata dai mantra cantilenati dalla folla, la bandiera color zafferano ha cominciato a sventolare sul pennone.

A Nasik, nello stato dell’Andhra Pradesh è cominciato il Kumbh Mela, uno dei festival religiosi più importanti e spettacolari della tradizione indiana, per il quale si prevede l’arrivo di oltre dieci milioni di pellegrini.

Nella lontana antichità gli dei e i demoni si allearono temporaneamente per estrarre amrita (nettare dell’immortalità) dall’oceano di Latte e dividerselo equamente. Ma quando il vaso (kumbh, appunto) fu pieno di amrita, i demoni lo rubarono e fuggirono inseguiti dagli dei. Per dodici giorni e dodici notti, equivalenti a dodici anni umani, gli dei e i demoni combatterono nei i cieli per il possesso del vaso di amrita. Durante la battaglia, gocce di nettare caddero in quattro luoghi: Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nasik.

Le celebrazioni seguono un ciclo di dodici anni: si tengono ogni tre anni a rotazione in una delle quattro località.

Mid-Day Mumbay>

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Ma non mi dire!

29 07 2003 - 12:44 · Flavio Grassi

Pare che le persone che perdono il lavoro abbiano una maggiore tendenza a suicidarsi rispetto a quelle che non hanno problemi.

Giuro, ci hanno fatto sopra uno studio.

Reuters>

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Última Edición

28 07 2003 - 20:47 · Flavio Grassi

Mercoledì dallo stabilimento della Volkswagen messicana di Puebla uscirà l’ultimo Maggiolino. Dopo 21.529.464 vetture si chiude un capitolo della storia materiale—e sentimentale—del XX secolo.

New York Times>

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Trovarsi seduti sul ventre dell’asino

28 07 2003 - 15:59 · Flavio Grassi

Appoggio la mia mano sulla panchina, ma la ritiro subito: essa esiste. Questa cosa sulla quale sono seduto, sulla quale appoggiavo la mano si chiama una panchina. L’hanno fatta apposta perché ci si possa sedere, hanno preso del cuoio, delle molle, della stoffa, si sono messi al lavoro, con l’idea di fare una sedia e quando hanno finito era questo che avevano fatto. L’hanno portata qui, in questa scatola, e ora la scatola viaggia e sballotta, con i suoi vetri tremolanti, e porta nei suoi fianchi questa cosa rossa. Mormoro: è una panchina, un po’ come un esorcismo. Ma la parola mi rimane sulle labbra: rifiuta di andarsi a posare sulla cosa. Essa rimane quello che è, con la sua peluria rossa, migliaia di zampette rosse, all’aria, diritte, zampette morte. Questo enorme ventre girato all’aria, sanguinante, sballottato – rigonfio con tutte le sue zampe morte, ventre che galleggia in questa scatola, in questo cielo grigio, non è una panchina. Potrebbe benissimo essere un asino morto, per esempio, sballottato nell’acqua e che galleggia alla deriva, il ventre all’aria in un grande fiume grigio, un fiume da inondazione; e io sarei seduto sul ventre dell’asino e i miei piedi bagnerebbero nell’acqua chiara.

Jean-Paul Sartre: La nausea>

Aggiornamento per gli amici che si sono preoccupati. Tranquilli, non fateci caso: io sto bene.

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1969, Operazione Luna

21 07 2003 - 09:31 · Flavio Grassi

Voi pischelletti che non eravate ancora nati non potete sapere cosa c’era dentro quella giornata. Credo fosse la prima non-stop della Rai. Gli occhiali di Tito Stagno erano quasi più grossi del televisore in bianco e nero.

«Tranquillity Base. The Eagle has landed», dice il pilota del modulo lunare Aldrin.

Pochi minuti dopo, Armstrong cammina sul suolo lunare: «That’s one small step for man but one giant leap for mankind», gracchia la radio.

Eravamo tutti emozionatissimi: il futuro era oggi. La fantascienza era realtà. Cominciava l’Età dell’Acquario. Avevamo davanti una nuova stagione di sorti magnifiche e progressive.

Già.

BBC

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Non mentre mangiamo, grazie

18 07 2003 - 11:56 · Flavio Grassi

In Vietnam all’ora di cena le televisioni non potranno più trasmettere pubblicità di assorbenti, preservativi, carta igienica, creme contro le malattie della pelle e altre amenità.

Personalmente, in quelle ore sarei per la sospensione totale delle trasmissioni.

Reuters

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Dylan plagiatore? Non scherziamo

12 07 2003 - 19:40 · Flavio Grassi

Mentre leggeva Confessioni di uno Yakuza, libro di un autore giapponese pubblicato nel 1991, un fan di Bob Dylan ha fatto un salto sulla sedia: ha trovato una dozzina di frasi che ricordavano da vicino i versi di alcune canzoni di «Love and Theft», che è uscito nel 2001.

Qualche giorno fa Il Wall Street Jurnal ha sbattuto il plagio in prima pagina. Plagio? Piano. Oggi il New York Times pubblica un’analisi un po’ meno paranoica.

Dylan ha fatto quello che ha sempre fatto—e che dal secondo incisore di graffiti preistorico in avanti fanno tutti gli artisti: ha preso frammenti di discorso altrui e li ha trasformati in qualche cosa d’altro. Senza il processo di assorbimento, imitazione, trasformazione non ci sarebbe arte di nessun tipo.

Del resto, lo stesso libro da cui Dylan avrebbe preso i frammenti non è altro che la trasposizione letteraria del racconto orale fatto all’autore da parte di un membro della mafia giapponese. Allora, forse che il Dr. Junichi Saga ha plagiato lo yakuza? Scrivendo l’Interpretazione dei sogni, Freud ha plagiato i pazienti che gli raccontavano i loro sogni? I collage di Picasso e Braque plagiano le carte da parati, i giornali e i francobolli assemblati sulla tela? Siamo seri, per favore.

Il problema è che c’è una sempre più diffusa chiusura paranoica sulla proprietà intellettuale in tutte le sue forme. Chiusura che è molto pericolosa perché tutto il processo creativo poetico, musicale, artistico, scientifico è basato sull’appropriazione e rielaborazione dell’esistente. Se no partiremmo ogni volta dai graffiti e dall’osso battuto su un tronco. E dal dover reinventare la ruota.

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Orgia revisionistica

11 07 2003 - 13:59 · Flavio Grassi

Stà a vedere che la terra è piatta e se ti allontani troppo da casa rischi di cader fuori dal bordo. Un certo Rowland va in giro a dire che Galileo si sbagliava e l’Inquisizione aveva ragione. E gli hanno anche pubblicato un libro.

Se lo viene a sapere Socci, gli dedica tutta una puntata (forse però Excalibur non c’è più? Boh).

New York Times

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Spam galattico

7 07 2003 - 16:59 · Flavio Grassi

Magari l’avete già vista tutti, comunque secondo me questa merita il premio Ford Prefect:

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Macchine assassine

5 07 2003 - 19:10 · Flavio Grassi

Un capitano della protezione civile di Los Angeles ha rivelato una notizia inquietante. Si parlava degli squali avvistati nei giorni scorsi e l’ufficiale ha dichiarato che il vero pericolo sono i distributori automatici che uccidono persone.

Non è chiaro se si tratti di criminalità comune o se questi atti omicidi segnino l’avvio di una ribellione generalizzata degli automi. Vorremmo saperne di più: perché proprio i distributori automatici? Dobbiamo temere anche le sbarre dei parcheggi sotterranei? E i bancomat? E poi, in che modo uccidono le loro vittime? Domande a cui non so se riusciremo ad avere risposta.

Però sia il reporter sia quelli del desk della Reuters devono sapere più di quel che ci raccontano perché erano tutti talmente turbati che non si riesce nemmeno a capire come si chiami questo benedetto ufficiale: Manning o Canning?

Reuters

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